Come applicare le fasi essenziali dell’inbound marketing

Gli esempi di inbound marketing parlano chiaro: per applicare gli snodi essenziali di questa strategia hai bisogno di pianificazione concreta e stabilita a monte. Detto in altre parole non puoi improvvisare e trattare questa procedura come una semplice successione di azioni scollegate.

Anzi, chi lavora in questo mondo sa che l’inbound marketing è, in primo luogo, un’idea che si insinua nella strategia: farsi trovare nel momento in cui le persone hanno bisogno di te. Seth Godin affronta il tema dalla prospettiva del permission marketing e lancia un messaggio: non basta interrompere per fare in modo che ti scelgano.

Devi guadagnarti la fiducia, e lo devi fare seguendo un percorso sempre mutevole ma che ha delle fasi ben precise. Anche se nella pratica tutto viene messo in discussione ci sono dei passaggi che dovrebbero essere sempre ascoltati.

Quali sono gli esempi di inbound marketing da prendere come riferimento? Ecco le procedure da organizzare quando decidi di portare i contatti giusti sul tuo sito web, rinunciando sempre all’interruzione dell’esperienza utente.

Da leggere: come vendere con l’inbound marketing

L’utente non ti conosce: come raggiungerlo?

Questa è la prima fase del funnel e tra gli esempi di inbound marketing si potrebbero citare soluzioni diverse per superare il primo punto, ovvero quello che trasforma perfetti sconosciuti in fruitori del tuo messaggio.

Tra gli esempi di inbound marketing che preferisco cito il blog aziendale, un tool versatile e perfettamente a suo agio nell’universo dei contenuti online. Ma come funziona questo strumento? E quali sono i benefit?

Il vantaggio del diario online

Grazie alla sua struttura – un insieme di articoli divisi per categorie – il blog consente all’imprenditore o al libero professionista di farsi trovare su Google attraverso ricerche informazionali. Vale a dire quelle ricerche che non contemplano un bisogno commerciale come la transazione ma hanno necessità di risposta.

blog aziendale

Esempi di Inbound Marketing: ecco il blog di Hubspot.

Ad esempio, se in un ecommerce di scarpe le schede si posizionano per il nome prodotto, l’articolo del blog darà spiegazioni sul come si puliscono le Adidas bianche. Dando una risposta chiara a un potenziale cliente. Inoltre questo contenuto diventa riutilizzabile sui social e anche qui puoi portare traffico potenzialmente interessato alla vendita.

L’importanza dell’advertising

Non ignorare la possibilità di usare la pubblicità quando si lavora per portare utenti che non ti conoscono verso le pagine di conversione. Mentre il blog è fondamentale per le query informazionali, le sponsorizzazioni su AdWords e Facebook Ads sono decisive per le pagine che monetizzano. E che hanno sempre un posto d’onore nella tua attività.

Attenzione, con la formula esposta da questi programmi – molto vicini al concetto di native advertising – non parliamo di interruzione della fruizione dei contenuti. Una buona pubblicità è quella che si fa trovare nel momento in cui le persone giuste, allineate al target, hanno bisogno di quel messaggio.

Trasformare il lettore in lead (o cliente)

Dipende dal tipo di business, ci sono percorsi semplici che si concludono con una vendita diretta. Altri che, invece, dopo la prima email iniziano un processo di lavoro (workflow) che porta il lead a diventare customer. O magari prima prospect. Ma prima di tutto questo c’è il passaggio che trasforma il semplice visitatore in qualcosa di diverso.

Tra gli esempi di inbound marketing più efficaci devo per forza citare la landing page, testa d’ariete che apre le porte del tuo potenziale acquirente e convince il lettore a compiere un’azione. Come deve essere strutturata questa realtà?

landing page

Ancora un esempio di inbound marketing efficace.

Difficile riassumere in poche parole, aspetto decisivo è la capacità di creare un contenuto basato sulla value proposition. Vale a dire una promessa, un passaggio chiave che convince l’utente e parla ai suoi bisogni più impellenti.

La landing page non deve solo informare, non è un manuale d’istruzione o una scheda tecnica. Si tratta di un capolavoro di copywriting persuasivo e web design che porta la navigazione verso punti imprescindibili che iniziano con una headline e continuano con tre buoni motivi, visual e testimonial. Fino a raggiungere la call to action.

L’importanza del flusso di lavoro

La chiamata all’azione convince il pubblico a compiere un’azione. Vale a dire ciò che ti serve per avere una conversione utile al tuo business. Ora, puoi vendere un infoprodotto e questo processo si chiude con la vendita dell’ebook o del videocorso. Oppure puoi creare una landing page per vendere le tue consulenze, quindi l’email è solo il primo passo.

In ogni caso devi fare molta attenzione alla struttura di questo elemento. Deve essere in grado di farsi notare all’interno della pagina, quindi devi dare gli spazi giusti per evitare che il bottone si confonda con altri elementi grafici e testuali. Poi devi fare in modo che il copy sua in grado di trasmettere il valore che comporta l’azione che si sta per svolgere.

Difficile ottenere un buon risultato solo con il testo del bottone? Capisco, ecco perché conviene usare dei testi che incorniciano questi bottoni: in questo modo puoi dare valore al click (o al tap se si lavora da telefonino) senza impegnare la grafica con un copy abbondante e spropositato.

Prendi in considerazione un CRM software

Una volta ricevuta l’email, poi, inizia il processo che porta verso la conversione. Spesso non è così semplice e devi organizzare la conversazione con un CRM, software per fare customer relationship management in modo strutturato.

Ad esempio organizzando le email da mandare ai lead che non rispondono o non sono ancora convinti dell’acquisto. Ciò avviene soprattutto nell’universo B2B dove gli acquisti sono ponderati, calcolati, non basati sull’emotività.

Trasformare il cliente in ambassador

L’ultimo step del flusso porta con sé un concetto decisivo: deliziare il cliente. L’inbound marketing non si chiude con la vendita, ma punta alla trasformazione del customer in entusiast. Vale a dire un evangelista, un individuo genuinamente convinto della superiorità del tuo brand. Questo avviene attraverso un customer care attento, un lavoro di social media marketing puntuale e un’opera di email marketing che non usa le newsletter solo per mandare proposte commerciali.

Avere l’indirizzo di posta elettronica di una persona che ha lasciato, in modo volontario, il proprio contatto è importante. Perché in questo modo puoi nutrire l’utente, puoi raggiungerlo con contenuti utili e mai invasivi. Qualcosa di speciale che va oltre il semplice articolo del blog (da non disprezzare) ma che si presenta come un dono.

Punta sui gruppi di Facebook

Mantenere viva la community è importante e l’email marketing è uno degli strumenti principali. Però non è l’unico. Oggi puoi lavorare alla grande anche con i gruppi su Facebook, ambienti in cui gli individui seguono il tuo lavoro e possono discutere insieme su un argomento. Il tuo compito non è quello di usare il gruppo per fare spam e lanciare i tuoi link: lascia spazio al confronto e alimenta i follower con qualcosa che si può trovare solo nel mondo digitale.

Da non perdere: esempi di lead generation che funzionano

Esempi di Inbound Marketing

In questo articolo ho elencato una serie di pratiche concrete e interessanti (almeno dal mio punto di vista) per portare sul campo le idee espresse dalla teoria legata all’inbound marketing. Un aspetto della strategia in generale che diventa più una sorta di linea guida, un faro da seguire per evitare errore che oggi il pubblico (e poi i clienti) non perdona più.

Tu sei pronto a mettere in campo questi esempi di inbound marketing? Lascia la tua esperienza nei commenti di quest’articolo, affrontiamo insieme l’argomento così importante per chi si occupa di web marketing.

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